Storytelling aziendale: perché oggi è così importante

Il marketing negli ultimi anni è andato incontro a una serie di trasformazioni notevoli e, negli anni a venire, ne seguiranno altre. Il web ha certamente svolto un ruolo di primo piano nel nuovo corso, portando a una riconfigurazione delle dinamiche più classiche in favore di principi che un tempo non esistevano neppure.

Di pari passo è cambiato anche il pubblico di riferimento, che è andato incontro a un processo di segmentazione sempre più fitto, frantumandosi in micro-target sempre più specifici che, anche (o soprattutto) attraverso il consumo esprimono il loro modo di agire e di percepirsi all’interno della società.

Lo storytelling aziendale

Il legame tra marca e consumatore è diventato sempre più stretto e le aziende hanno percepito il bisogno di darsi un’identità ben specifica, in cui la gente potesse identificarsi e che fosse chiara e percepibile dall’esterno. Il concetto di storytelling, un tempo appannaggio dei grandi marchi, si è esteso capillarmente ed è stato fatto proprio anche da quelle piccole e medie imprese che hanno saputo comprendere come il cliente, spesso, non acquista il prodotto o servizio bensì l’intero concept che lo genera.

Lo storytelling aziendale consiste in narrazioni, modi di essere, valori, che l’azienda utilizza per mostrare se stessa come una vera e propria entità concreta, con la sua identità e il suo modo di stare all’interno del sistema, aderendo a determinati principi e rigettandone altri. Il pubblico, d’altra parte, può riconoscersi o meno nello storytelling tracciato dall’impresa, purché possa comprenderlo e percepirlo come ben delineato.

Lo storytelling aziendale si concretizza in svariati strumenti e soluzioni adottati per affermare la brand identity e consolidarla davanti al pubblico. Internet gioca un ruolo chiave e, oggi, rappresenta il mezzo principale a disposizione delle imprese per comunicare con l’esterno, attraverso il proprio sito web, i canali social, le newsletter, i video aziendali, ecc. Gli utenti possono così entrare in contatto con una realtà che non è più, come un tempo, freddo contenitore e produttore di beni ma una realtà definita e che vive gli stessi spazi fisici e virtuali dei suoi consumatori.

Alla scoperta del barocco leccese: il centro storico

Lecce, perla nel cuore del Salento e capitale del barocco del Mezzogiorno d’Italia. Il capoluogo pugliese è conosciuto come la Firenze del Sud, per via delle sue attrattive di carattere artistico-culturali.

In particolare, il centro storico di Lecce ha subito una trasformazione a cavallo tra il XVI e il XVII secolo che ha reso il centro salentino punto di riferimento principale della corrente artistica del periodo, grazie anche a un’eccellenza tipica del posto, ovvero la pietra leccese, roccia calcarea malleabile e di facile lavorazione che ha permesso il proliferare di manifestazioni artistiche di livello assoluto. Sempre più turisti prenotano b&b con piscina Lecce anche lontano dalla stagione estiva, alimentando un turismo sempre meno stagionale e legato alle seduzioni della propria arte.

Santa Croce

La Basilica di Santa Croce e il contiguo ex convento dei Celestini (oggi sede della Provincia e della Prefettura locali) rappresentano il fiore all’occhiello della produzione barocca salentina.

Il complesso è stato edificato a partire dal 1549 e portato a conclusione solo nel 1695. La facciata centrale, portata a termine nel 1590, è l’emblema dell’arte locale; il rosone centrale, le sei colonne a sostegno della balconata e la cupola esprimono al massimo livello la concezione barocca di architettura, impreziosendo il corso antico della città.

Duomo

Il Duomo di Lecce è situato all’interno della nicchia che si apre a formare l’omonima piazza, arricchita dal campanile adiacente. Consacrato già nel 1144, il Duomo ha subito numerosissimi restauri nel corso della sua storia e solo nel XVII secolo assunse le connotazioni tipiche barocche che oggi lo rendono sito di fortissimo interesse storico, architettonico e artistico.

Chiesa di Sant’Irene

Su una linea longitudinale che collega idealmente Santa Croce con il Duomo sorge la piccola chiesa di Sant’Irene, dedicata alla santa che fu protettrice della città prima che la visione patriarcale della chiesa di Roma impose un cambio in favore di Sant’Oronzo. Sant’Irene è un gioiello incastonato nel cuore pulsante del corso centrale, realizzata a partire dal 1591 e consacrata nel 1639, presenta una facciata spoglia, sobria e al riparo dagli eccessi di virtuosismo tipici della Controriforma e rivela al proprio interno le seduzioni più suggestive.

Negozio elettronica online: recesso e assistenza post acquisto

Fare acquisti in un negozio di elettronica online rientra ormai nella normalità, ma come funziona l’assistenza post acquisto ora che non si ha più un venditore fisico a cui fare riferimento?

 

Recesso e assistenza, requisiti necessari

 

Nella scelta di un negozio di elettronica online per i propri acquisti, le politiche di rimborso dovrebbero essere una delle prime cose da prendere in considerazione per evitare truffe, disguidi ed inconvenienti vari. I negozi più seri offrono sempre la possibilità di annullare un ordine ancora da eseguire, restituire un prodotto difettoso o non conforme alle aspettative e di godere del diritto di recesso, quindi ottenere un rimborso totale del prezzo pagato per un articolo che viene rispedito al venditore entro un lasso di tempo prestabilito.

Un altro fattore importantissimo per assicurarsi della serietà di un negozio di elettronica online è la piena disponibilità all’assistenza post-acquisto. Questo supporto per i clienti può essere fornito sia per via telefonica, sia tramite internet, con appositi moduli online o con un contatto email diretto a cui fare riferimento. Nel caso in cui il sito da cui si acquista sia un semplice intermediario tra l’acquirente e uno o più venditori, è fondamentale avere la possibilità di contattare direttamente il venditore per poter fugare dubbi e perplessità prima, dopo e durante l’acquisto.

 

Politiche di reso, più chiarezza significa più affidabilità

 

Per garantire ai clienti la massima sicurezza e tranquillità, la maggior parte dei negozi di elettronica online più affidabili danno un margine temporale ampio ed adeguato per decidere se godere del diritto di recesso, permettendo agli acquirenti di scegliere con tranquillità se operare o meno la restituzione, ovviamente godendo del rimborso totale delle spese contenute. Un sito affidabile dovrebbe sempre informare i propri clienti nei casi in cui il diritto di recesso sia sottoposto a vincoli particolari, stabiliti dalla legge, dal venditore o da elementi terzi.

Quando si acquista in un negozio di elettronica online, bisogna sempre essere certi che le politiche di recesso e assistenza siano conformi con le aspettative di chi acquista.

Cos’è la brand experience e perché farci affidamento

L’idea di consumo e quella di esperienza del marchio hanno attraversato una fase di forte cambiamento nel corso degli ultimi due decenni, in favore di una prospettiva sempre più olistica, in cui la differenza netta e scandita tra piattaforme fisiche e sistemi virtuali ha gradualmente perso di efficacia fino a scomparire quasi del tutto.

Oggi, le grandi aziende così come quelle di piccole e medie dimensioni, hanno dovuto costruire un nuovo approccio nei confronti dei propri target di riferimento, sviluppando una comunicazione sempre più variegata e a 360 gradi, supportati da agenzie pubbliche relazioni Milano o Roma, coadiuvate da team di creativi, organizzazioni eventi e guru del web. Tutto ciò va in direzione di un concetto che, quasi del tutto inutilizzato fino a 50 anni fa, oggi è invece divenuto uno dei motori trainanti delle strategie di marketing digitale e tradizionale: la brand experience.

Che cos’è la brand experience

Si parte da un assunto divenuto la vera e propria bussola per comunicatori ed esperti di marketing: il consumo, oggi, non si espleta nel mero soddisfacimento di un bisogno momentaneo ma è un tratto identitario; noi consumatori esprimiamo noi stessi tramite la merce che acquistiamo e ogni marchio include in sé un insieme di valori, principi, modi di essere, di fare e di agire cui la gente, attraverso l’acquisto, sceglie deliberatamente di aderire. La brand experience fa riferimento a tutte quelle attività e strategie che permettono al marchio di raccontarsi, di esprimere i propri valori e di far conoscere la propria identità. E lo fa mediante una serie di strumenti che, nel complesso, permettono all’utente di fare esperienza diretta del marchio, di costruirsi una propria idea dello stesso e, sulle basi di essa, scegliere se e come consumare i prodotti di un determinato brand.

Gli strumenti per la brand experience

Le attività poste in essere dai marchi si articolano fra campagne digitali, contest sui social network, linguaggi, figurazioni, persino archetipi, valori trainanti cui si legano manifestazioni nel panorama fisico, eventi marchio, spot, cartellonistica. Ogni elemento utilizzato, ognuna dei cosiddetti brand artefacts, diventa espressione diretta dell’identità del marchio e, in quanto tale, fattore che discrimina la scelta del pubblico, motivandolo all’acquisto o disincentivando all’azione.

Dolci a domicilio: anche i dessert viaggiano in rete

Il tempo della digitalizzazione totale è solo ai suoi albori: ormai, sono sempre di più i prodotti e i servizi che è possibile acquistare tramite il commercio elettronico. Si tratta di una conversione del consumatore e di una trasformazione del modo di consumare che va di pari passo con una metamorfosi che interessa, prima di tutto, gli individui. Il primo scoglio verso la promozione del mercato e-commerce era stato rappresentato dalla mancanza di fiducia e dallo scetticismo riservato dal pubblico a quelle che allora erano strane diavolerie virtuali; un ostacolo superato di slancio anche grazie all’apporto e all’impatto mediatico dei pionieri della disciplina, quali Ebay e Amazon. Ora viviamo una tendenza opposta, in cui l’obiettivo è quello di rendere qualunque cosa accessibile tramite il web.

I dolci a domicilio

Una delle tendenze più moderne che tanto sta convincendo il pubblico del cyberspazio è rappresentato dagli e-commerce del dolciario, che permettono di ordinare dolci, gelati e torte a domicilio in pochi clic, senza sforzi e risparmiando una notevole quantità di tempo prezioso. Si tratta di un servizio molto semplice da gestire e che punta sull’incontro tra i vantaggi delle architetture di funzionamento e di gestione digitali con le tipicità e le specificità locali.

Sono network di pasticceri che offrono i propri prodotti tramite vetrine online che coordinano le prenotazioni e i pagamenti: l’utente può scegliere fra decine e decine di alternative, completare l’ordine e specificare luogo e orario di consegna; il pasticcere può sensibilmente ingrandire la propria sfera di influenza e intercettare segmenti di mercato altrimenti inaccessibili. Alla fine, vincono tutti.

La via del futuro?

Lecito chiedersi se non sia questa la strada che siamo destinati a percorrere in futuro. Impossibile dare una risposta certa, c’è chi sostiene che presto qualunque mercato fisico potrebbe persino sparire in favore delle attività del cyberspazio; altri, ritengono che gli e-commerce rappresentino una risorsa in più, che va ad integrarsi ai servizi del mercato fisico ma rispondendo alle esigenze di un pubblico diverso e che non ci sia alcuna interferenza tra i due mercati. Di certo c’è solo che il progresso non può essere arrestato, gestito, quello sì.

Hilary Clinton, la prima donna candidata alla Casa Bianca

Una vittoria che fa la storia quella di Hilary Clinton nella primarie del Partito Democratico americano. L’ex first lady infatti ha attenuto il numero matematico di delegati necessari per essere incoronata come il candidato ufficiale del partito alle prossime elezioni presidenziali di novembre.

Nella decisiva penultima grande tornata di consultazioni la Clinton ha vinto in New Jersey, New Mexico e South Dakota, staccando così definitivamente il suo rivale Sanders che invece ha avuto la meglio in North Dakota e in Montana. Raggiunta quindi la fatidica soglia dei 2.383 delegati che, a meno di un clamoroso cambio di intenzione durante la Convention di luglio, assicurano la vittoria che in questo caso sarà storica. La Clinton infatti sarà la prima donna a concorrere alla carica di Presidente degli Stati Uniti, con buone possibilità di vittoria per giunta. Ci è riuscita al secondo tentativo, dopo che in precedenza era stata sconfitta dall’attuale Presidente Obama, che però l’ha voluta con se sempre in questi suoi otto anni di governo.

La sfida contro Trump

Importante ora sarà ricucire con il suo sfidante Sanders. Il senatore ha battagliato fino all’ultimo con la sua avversaria che sicuramente godeva dei favori del pronostico all’inizio di queste primarie. Una campagna giocata soprattutto sulle questioni economiche e sociali, con la Clinton accusata più volte di essere troppo vicina ai poteri forti e di esser stata sostenuta con ingenti finanziamenti da Wall Street, dai colossi del forex online e dalle banche.

All’inizio l’ex first lady aveva tremato di fronte i buoni risultati di Sanders, ma poi pian piano ha recuperato e staccato il rivale, grazie soprattutto al voto degli afro e dei latinos, mentre la borghesia bianca si è sempre schierata schierata con il senatore. Ora l’obiettivo del Partito Democratico è quello di ricompattare il fronte per la sfida di novembre contro il magnate Donald Trump. Anche qui però non mancano polemiche all’interno del Partito Repubblicano. Il magnate infatti non è visto di buon occhio dai vertici del partito che sperano in un clamoroso abbandono dei delegati di Trump alla Convention, visto che le sue posizioni troppo estreme non sono assolutamente viste di buon occhio. La paura è quella di perdere nettamente contro la Clinton, consegnando così gli Usa per altri quattro anni ai Democratici. Sarebbe nel caso un’altra pagine di storia che Hilary scriverebbe, diventando così anche la prima Presidente donna, esattamente cento anni dopo l’elezione della prima lady al Congresso.